Prevenzione della corruzione e trasparenza, in Gazzetta il regolamento Anac sui Piani triennali

Pubblicato in GU Serie Generale n.233 del 7-10-2014 il Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per l’omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza, dei Codici di comportamento

 
 
Il Regolamento disciplina da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione l'esercizio del potere sanzionatorio previsto dall'art. 19, comma 5, del decreto sulla pubblica amministrazione (decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114).
 

  • SANZIONE DA UN MINIMO DI 1000 A UN MASSIMO DI 10.000 EURO

La norma dispone che, salvo che il fatto costituisca reato, l'Autorità nazionale anticorruzione applica una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a 1000 euro e non superiore nel massimo a 10.000 euro, nel caso in cui il soggetto ometta l'adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, del Programma triennale per la trasparenza e l'integrità o dei Codici di comportamento.

  • PIANI TRIENNALI DI PREVENZIONE, PROGRAMMI TRIENNALI DI TRASPARENZA E CODICI DI COMPORTAMENTO

Ai sensi dell'art. 1, comma 8, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ciascuna amministrazione entro il 31 gennaio di ogni anno adotta il Piano triennale di prevenzione della corruzione, i cui contenuti minimi sono specificati nel paragrafo 3.1.1. del Piano nazionale anticorruzione. In base a quanto stabilito all'art. 10 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ogni amministrazione adotta anche il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente, i cui contenuti sono definiti nella delibera n. 50/2013, che fornisce anche indicazioni per l'aggiornamento del Programma 2014-2016. Inoltre, ai sensi dell'art. 54, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dall'art. 1, comma 44, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ciascuna pubblica amministrazione definisce, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione, un proprio Codice di comportamento che integra e specifica il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni definito dal Governo e approvato con decreto del Presidente della Repubblica.

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